Capurso è l’altra Puglia: un borgo che ogni giorno sa sorprenderti. Con oltre 200 eventi annuali e una posizione privilegiata, è il punto di partenza ideale per scoprire la regione e respirare l’anima pugliese.
Farina, olio extravergine d’oliva, vino bianco e sale, pochi ingredienti per un prodotto che rientra tra i simboli del bontà culinarie italiane, il tarallo pugliese. Secondo la tradizione il tarallo nacque grazie all’idea di una mamma che, durante un periodo di carestia, impastò gli unici ingredienti che aveva in casa: farina, olio, vino e sale. Fece lievitare l’impasto da cui ricavò delle striscioline che unì creando delle piccole ciambelline che poi mise a cuocere al fuoco. E in quel modo sfamò i suoi figli. Oggi la preparazione dei taralli non avviene più in casa ma nei tarallifici; prima della cottura in forno i taralli vengono fatti bollire in acqua e spesso all’impasto si uniscono le spezie come semi di finocchio, olive o cipolla. I taralli oggi sono simbolo della convivialità pugliese e negli aperitivi accompagnano formaggi, salumi e buon vino. Sono diventati d’uso comune non solo in Puglia ma anche in tutte le regioni d’Italia. Il termine “tarallo” deriva dal greco “daratos” ossia “sorta di pane”.