Capurso è l’altra Puglia: un borgo che ogni giorno sa sorprenderti. Con oltre 200 eventi annuali e una posizione privilegiata, è il punto di partenza ideale per scoprire la regione e respirare l’anima pugliese.
Il periodo di Carnevale a Capurso e in moltissime altre località del Sud Italia inizia il 17 gennaio, giornata dedicata a Sant’Antonio Abate, che mette completamente fine al periodo delle festività natalizie con un grande falò in cui anticamente si usava ardere tutto ciò che era avanzato delle passate festività natalizie per dare inizio al periodo di allegria e divertimento prima del digiuno e della preghiera quaresimale. La tradizione vuole che il 17 gennaio davanti alla chiesa di Via Pappagoda, dopo la benedizione, i fidanzati donino alle fidanzate un fischietto in terracotta, simbolo della loro autorevolezza. Altra antica tradizione carnevalesca capursese sono i balli in maschera, momento di svago e divertimento ma anche momento per creare l’occasione di incontri per futuri matrimoni. Prima erano le case dei capursesi, oggi sono i locali che si aprono per ospitare questi balli coordinati da un “Commendatore”. Si usava definire le ragazze che non riuscivano a trovare un fidanzato durante i balli “Zitelle di Carnevale” mentre i ragazzi ammaliati dalle donne “Creduloni”. Ancora in voga anche il Fantoccio Carnevale a Capurso. Si tratta di un fantoccio, che rappresenta il Carnevale, che viene posto durante tutto il periodo di Carnevale in Largo San Francesco. Il martedi grasso il fantoccio viene sostituito da un uomo in carne e ossa, che, dopo essersi deliziato di ogni genere di prelibatezza, finge di accusare forti dolori e, posto su una barella, viene portato in giro per la città alla ricerca di un chirurgo che possa aiutarlo. Il giro termina in piazza, dove tutta la gente può assistere all’operazione e alla disperazione di Vengìjnze Vòsche, la moglie di Carnevale. Il chirurgo, che giunge in piazza sul carrìzze trainato da un mulo, tira fuori coltellacci, martelli e tenaglie per aprire la pancia del povero Carnevale che, dopo l’ultimo urlo straziante, muore. Il corteo funebre sfila per le vie del paese accompagnato dalla banda che suona la Marcia a tubo del maestro Labbate, da quattro donne vestite di nero, da quattro infermieri vestiti da becchini che “benedicono” la folla, moglie, parenti e tutta la Giunta Comunale! Ritornati in piazza, i becchini danno fuoco alla salma: il Carnevale finisce e comincia la Quaresima.